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Montecristo
...pensare rende liberi...
19 novembre 2007
17.XI.2007 Candele, solo candele. Accese dai tuoi occhi, spente dal vento.
 

Fa freddo. Penso che non ho voglia di inverno. Penso che il lucido alone dell’aria bagnata sfuoca e affatica in sere così. Vorrei che restasse l’autunno a farmi compagnia. E’ già passato quasi un anno e in fondo mi consolo sentendo di essere cresciuto. Eppure c’è qualcosa di miracolante in questo freddo pungente, infallibile ed assetato di morbidezza, goloso cantore di angoli candidi. Tutto si deterge, lo sporco sparisce, il male si vomita nei respiri condensati ed evapora. Ogni angolo cambia e un’argentezza brillante mi attrae. Sei bella Milano, pure tu in questo freddo divieni musa invitante e misteriosa. Mi piacerebbe ricordarti così e non scordare queste frasi.

Non ricordo più ciò che scrissi ieri sera su quelle pagine sbiadite. Perdo la memoria e la vista. Rimango inerte, in questo buio avvolgente. Quando ogni argine faticosamente innalzato frana, la piena mi emargina; rimaniamo io e lo specchio che riflette le mie emozioni. Mi sento affogare, nello specchio. Forse è questo che scrissi ieri. Si, devo averlo confessato alla carta ieri sera. Senz’altro mi ritrovai nella stessa condizione più volte. E ieri sera doveva essere una delle tante volte che non riuscii a sopportare il mio silenzioso ascoltare.

Ogni pioggia che cade, ogni volta che il cielo tuona, ogni volta che rivedo i tuoi occhi, tremo anch’io insieme alla terra marrone. Di nuovo perso nel buio. La tua immagine mi guida dallo specchio, lungo il sentiero dentro me. I tuoi occhi scavano dentro i miei e sprofondo nelle voragini di me stesso. Non tremo, ho solo paura di non capire di non comprendermi; paura che alla fine del viaggio rimanga solo una bisaccia vuota, senza ricordi, senza consapevolezza. Ieri sera devo aver viaggiato molto, probabilmente ho raccontato di questo. Ma non ne sono sicuro, non ricordo.

Dentro me, esiste ancora quell’abbraccio di sera, i nostri visi vicini. La mia mano sulla tua gamba, i tuoi occhi che non mi guardavano, illuminati dal fuoco del camino. Erano fiamme vere, e bruciavano come l’inferno. Lì immobile fra rabbia e tenerezza ti strinsi. Tu tremasti per un momento, timorosa di cadere vittima del sottile malinteso che ogni volta ci allontana. Ho sentito davvero che eri lì con me nel buio di fronte allo specchio. Ho sentito che avevi il fiato corto come il mio. Ho visto un baleno nei tuoi occhi, spegnersi nei miei, affogato nelle buone ragioni. Ho visto la tenerezza dell’amore aprirsi un pertugio nei tuoi buoni consigli. Ora ricordo, ti ricordo e non ti scordo più.



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9 novembre 2007
9.XI.2007 Generazione senza più nè santi nè eroi...
 Carlos Valderrama perde la testa e sventola una banconota in faccia all'arbitro. Ap



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3 novembre 2007
Sanamente
Non è una giornata da dimenticare perchè sicuramente Sant'Efisio ci sta a fianco e ci fa bene e non male. Bisogna pensarci più vicino perchè la storia di Sant'Efisio è lungo tra termine parla della terra di di un colore che noi riteniamo abbastanza buono. Il buono della sua religione è di un cavaliere che potrebbe essere cavaliere per noi. Sentiamo tutto quello che c'è all'interno, perchè noi fra i sardi il sentimento è un  muo-muorismo che teniamo religiosamente veramente ssst con grande cuore e grande momento. Sant'Efisio mi fai emozionare, però non vogliono dire le parole che ho detto prima son per del male, perchè la gente sia a fianco perchè quanto più a fianco è un sentimento che ti ci porti tu sanamente per il lavoro e la salute in alto.



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15 ottobre 2007
15.X.2007 Cose da mettere nel mio sguardo oggi
  1. Rimprovero ma senza colpevolizzazione.
  2. Un senso di speranza, penetrante e privo di affettazione, magari con un accenno di gioia distaccata.
  3. Amore.
  4. Una sorta di dispacere che non è disperazione, frammisto ad un sostanziale riconoscimento della sostanziale benevolenza del destino, che parli al trempo stesso della consapevolezza di tutto ciò che ci sarebbe potuto essere tra di noi e che renda implicita in tale consapevolezza la fragile convinzione che tutto possa ancora risistemarsi.
  5. Un'aura di didvina allegria che quasi volga in malinconia nella sua inamovibilità, ma che al tempo stesso faccia perno intorno alla consapevolezza dell'esistenza di una comunione di spiriti più profonda di quanto sia normalmente possibile tra due individui sulla terra e che, di conseguenza, contenga e lasci presupporre una premonizione di questa comunione lasciando d'altro canto emergere, senza eccessivo trasporto, che nell'amara esperienza tra me e la Signorina detta comunione di spiriti doveva necessariamente passare attraverso la frammentaria esperienza di occhiate fugaci. Ergo:
  6. Un addio gravido di toni d'accoglienza.



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6 ottobre 2007
5.X.2007 Il folle volo
La voglia di te non si sazia nemmeno il dolore di un destino crudele può spegnerla. 
La conservo per una giornata di pioggia, per una tazza di te.
La cullo per una giornata di sole, per un abbraccio ritrovato.



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28 settembre 2007
28.IX.2007 Addio ad Estella
 
Mi fa male il nome di una donna in tutto il corpo. 

L'amore è poesia dei sensi non esiste se non è sublime. 

Un tempo l'amore fu. Dovevo nascondermi o fuggire. Ora crescono i muri del suo carcere,  come in un sogno atroce. La bella maschera è cambiata, ma come sempre è l'unica. A cosa mi serviranno i miei talismani: l'esercizio delle lettere, la vaga erudizione, l'apprendimento delle parole che adoperò l'aspro Nord per contare i suoi mari e le sue spade, la serena amicizia, le gallerie della Biblioteca, le cose comuni, le consuetudini, il giovane amore di mia madre, l'ombra militare dei miei morti, la notte intertemporale, il sapore del sogno? Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo, della mia miseria. Ormai la brocca già si ruppe sulla fonte, già l'uomo si alzò al canto dell'uccello, già si sono scritti quelli che guardano dalle finestre, ma l'omra non ha portato la pace. Fu, lo capisco ora, l'amore: l'ansia e il sollievo di sentire la tua voce, l'attesa ed il ricordo, l'orrore di vivere successivamente. Ora non mi resta che vivere successivamente a tutto ciò che non sai ancora di me, a tutti i doni che non ti darò mai. Lo speciale in me si fa comune nella tua assenza.

Fu amore, con le sue mitologie, le sue piccole magie inutili. C'è un angolo di strada dove non oso passare. Già mi accerchiano gli eserciti le orde. Le emozioni che non ho mai vissuto con te, Il nome di una donna mi denunzia. Mi fa male il nome di una donna in tutto il corpo.

Estella.

Resta la mia coerenza. La coerenza ed il dolore. Ci sarà valore, ci sarà speranza per quelli che passano dalla porta stretta. Oggi vivo in quest'illusione.



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28 settembre 2007
28.IX.2007 Il y a 150 jours.
150 giorni fa, giocai ad Etterbek su un campo viscido insieme ai miei compagni. Lottammo per un sogno. Posso tastare ancora il silenzio dello spogliatoio mentre io Gigi ed Erik ci cambiavamo. Posso vedere il sorriso di Silvia, la concentrazione di Giovanni. Il cielo plumbeo, e quella maglia azzura con il numero 11 che mi sentivo tatuata sulla pelle.

Erik che bussò due ore prima della partita.
-How's goin' man? Still pain in your knees?
-Still I do, but I'm ready to fight. Do you think we gonna win today?
- Ehi Erik listen to this...

...la va a tocar para Diego, ahi la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del futbol mundial, y deja el tercero y va a tocar para Burruchaga... Siempre Maradona!
Genio! Genio! Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta... y Goooooool... Gooooool... Quiero llorar...Dios Santo
Viva el fútbol! Golazo! Diegool! Maradona! Es para llorar, perdonenme ... Maradona, en una corrida memorable, en la jugada de todos los tiempos...
barrilete cósmico... de que planeta veniste? Para dejar en el camino a tanto inglès, para que el país sea un puño apretado, gritando por Argentina....
Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona... Gracias Dios, por el fútbol, por Maradona, por estas lágrimas, por este Argentina 2 - Inglaterra 0...




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28 settembre 2007
28.IX.2007 Amicitiae

"Vogliamo ricordare Jacopauzo così, mentre sorride ignaro del devasto che ha poi distrutto la sua casa. Dopo un periodo di latitanza,(voci riferivano  che fosse in prima linea nella salvaguardia delle foche bianche) oggi Jacobueno è una delle maggiori speranze per lo sviluppo dell'Europa."

Silviaufa Germa Gigiolla Elenzaufa

Grazie. Ma non posso fare a meno di vivere respirando ideali. Non posso rassegnarmi alla durezza della vita. Forse per questo rinuncerò alla mia maturità. Questa notte è ancora presto per crescere, Questa notte, prima di addormentarmi, aspetterò il messaggio di Estella che non arriverà. Domani, forse, imparerò a non farmi più del male.




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26 settembre 2007
26.IX.2007 Come l'autunno all'improvviso; redento da Estella.
 Volo da Estella. Dai suoi capelli biondi. Dai suoi colori caldi.

Le sue parole non ritengono più quel piacere impiacentito, che provai tempo fa. Sono echi infiniti di conversazioni mai fatte; slusciano come vino d'argento versato in calici che il profumo di quest'autunno irretisce. 
 
Il mistero del domani è il mistero di me. 

Eppure il pensiero di lei è scritto nel mio destino. 

Oh Estella, 

Sono un buon ragazzo, che ha in sè impetuosità ed esitazione, audacia e diffidenza, azione e sogno.




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23 settembre 2007
23.IX.2007 Salvate Montecristo
Cliccate sul gatto. Aiuta Montecristo in questo momento.



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